yoga e Parkinson

Questo mese affrontiamo le ultime notizie sul Parkinson....

Uno Studio Usa condotto da ricercatori del California Institute of Technology mostra il legame biologico tra malattia e microbioma intestinale.

La causa del morbo di Parkinson potrebbe non risiedere nel cervello, quanto nell’intestino. Alcuni batteri intestinali sembrano infatti giocare un ruolo chiave nell’accumulo di quelle proteine «deformi» che innescano la morte dei neuroni dopaminergici e la conseguente comparsa dei disordini motori. Ad avanzare questa ipotesi è una nuova ricerca statunitense condotta da ricercatori del California Institute of Technology, pubblicata sulla rivista Cell. «Abbiamo scoperto per la prima volta un legame biologico tra la malattia di Parkinson e il microbioma intestinale. Più in generale, questa ricerca rivela che un disturbo neurodegenerativo può avere origine dall’intestino, non solo dal cervello come si pensava in precedenza. La scoperta che alcune modificazioni nel microbioma possono essere coinvolte nella malattia di Parkinson rappresenta un cambio di paradigma e apre nuove possibilità per il trattamento dei pazienti», ha commentato l’autore dello studio Sarkis Mazmanian del California Institute of Technology, già autore di numerosi studi internazionali sul microbio.

tratto da: la stampa

Parliamo di Parkinson e yoga..

i malati di Parkinson  sono particolarmente esposti a disturbi di tipo depressivo.  Il dottor Dr. Tanya Simuni, professore di neurologia presso la Northwestern Memoria ci spiega: “La depressione è comune nella malattia di Parkinson, non è una debolezza individuale”. visto l'impatto così  potente,  è essenziale prendersene cura nell’ottica olistica e  del benessere globale della persona.

Lo yoga è ormai diffusamente riconosciuto come un  utile aiuto nel caso di depressione,  chiaramente insieme alle terapie convenzionali.

E' stata pubblicata una ricerca sul Journal of Parkinsonism and Restless Leg Syndrome riguardante i benefici dello yoga in termini soprattutto di miglioramento dell’equilibrio, della flessibilità, della mobilità delle estremità inferiori. Inoltre, la pratica agisce proficuamente sulla qualità del sonno e sull'apertura alle interazioni sociali, fondamentali in questo delicato contesto.

A livello più generale, la maggior parte delle ricerche è concorde nell’affermare che lo yoga migliora I parametri motori e la postura, aumenta la forza e la capacità di movimento diminuendo nei praticanti la paura di cadere.

A questi benefici fisici si vanno ad aggiungere quelli più sottili connessi alla disciplina, e una più profonda serenità interiore e consapevolezza che aiutano  ad accettare la situazione che si vive, seppur tanto difficile per i malati di Parkinson.

L’attenzione al respiro e  sedute di meditazione,  aumentano i benefici appena esposti, sbloccando  le resistenze e le rigidità emotive del paziente nell’attraversare questa prova della vita.

Uno studio in corso su più di 6.000 pazienti con Parkinson in quattro paesi ha scoperto che l'ansia, la depressione e la negatività hanno avuto il maggiore impatto sulla salute di tutti i sintomi esaminati. Lo studio, condotto dal National Parkinson Foundation, ha testato anche dolore, difficoltà della parola e difficoltà motorie. 

le emozioni..imparare  a gestirle  con lo yoga

La paura, lo sconforto, la rabbia, il senso di impotenza sono tutte emozioni che i malati di Parkinson vivono quotidianamente e affrontarle, lo sappiamo bene, non è sempre facile.

Ovviamente non vogliamo affermare che lo yoga possa sciogliere miracolosamente blocchi e tensioni o che sia una “cura”: semplicemente, questa disciplina può aiutare i malati a migliorare la qualità della loro vita sia in termini fisici che mentali.

Lo yoga incoraggia il lavoro interiore, la consapevolezza delle emozioni dirompenti, e del corpo: tutti elementi che nella gestione di questa malattia possono essere davvero preziosi.

Detto ciò...ancora una volta si può dire che lo yoga e la meditazione ci aiutano ad affrontare con 'consapevole azione' le varie situazioni quotidiane che la vita ci propone...'consapevole azione' perché se siamo in grado di utilizzare al meglio la quotidianità, sappiamo anche 'utilizzare' le emozioni, sia quelle che pensiamo negative che positive....ma come sempre, per questo ci vuole l'esperienza, altrimenti rimangono solo parole...

leggere la pagina di questo sito 'perché yoga'.

a  tra poco...il tempo è un illusione...